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PERCHÉ DOVREI ACCOGLIERE IL ṚGVEDA NELLA MIA BIBLIOTECA?

Vi sono almeno quattro inoppugnabili motivi:

  • si tratta del documento più antico esistente della nostra civiltà euroasiatica e dell’intera umanità tout court; pertanto, se vogliamo a giusto titolo considerarci figli del grande ceppo indoeuropeo, non possiamo trascurare la radice da cui tutti i suoi meravigliosi rami sono sorti e hanno tratto alimento (le varie e ricche culture sviluppatesi nell’area euroasiatica derivano, direttamente o meno, da qui — le culture greca, latina, sanscrita, celtica, germanica e molte altre ancora);
  • reca in sé una mirabile conciliazione tra l’essere e il divenire: a differenza della stragrande maggioranza delle filosofie mistiche che si sono sviluppate negli ultimi duemila anni, la poesia rigvedica non innalza barriere tra Cielo e Terra, tra un aldilà e un aldiqua: al contrario, integra mirabilmente la Materia e lo Spirito, in una conciliatio oppositorum che conferisce la giusta prospettiva al nostro vivere nel grembo di Madre Terra.
  • è un autentico capolavoro poetico, di sublime grazia e forza rivelatrice; i rishi vedici erano dei poeti-veggenti; la presente edizione, corredata di testi originali a fronte, reca la traduzione — compiuta da un poeta sensibile e raffinatissimo come Tommaso Iorco — in versi italiani (è stato utilizzato il metro principe della poesia italiana, l’endecasillabo); inoltre, il volume è corredato da un ricco apparato di note chiarificatrici;
  • integra egregiamente monoteismo e politeismo; l’intera manifestazione cosmica, secondo i bardi rigvedici, è espressione dell’Uno: ne consegue che gli dèi, al pari di tutti gli altri esseri che popolano il divenire (uomini compresi), sono manifestazioni dell’Uno; e viene pure mostrato il dispotismo del massimo potere di conservazione, rappresentato da Indra, provvisorio dio degli dèi e signore della mente, che dovrà essere scalzato dal sole-di-verità SOPRAmentale.

Il Ṛgveda permette di effettuare un’ampia incursione nel nostro passato,
permettendoci di comprendere meglio il presente (l’attuale crisi dell’umanità)
e di accogliere con maggiore consapevolezza il futuro.
Non a caso lo scienziato Robert Oppenheimer considerava
«l’accesso ai Veda il più grande privilegio che il XX secolo può rivendicare sui secoli precedenti»!

Il vedico è il linguaggio più vicino al mitico P.I.E. (“proto-indoeuropeo”) e, di conseguenza, il Ṛgveda costituisce
IL TESTO BASILARE DELLA NOSTRA CIVILTÀ EUROASIATICA
(ed è altamente significativo che questo primo documento sia un’opera poetica).

IL SEGRETO DEL ṚGVEDA

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